Guida completa all’universo “Arcobaleno” per allontanare ogni pregiudizio e discriminazione

Negli ultimi anni un numero sempre maggiore di famiglie con bambini gender fluid e di giovani con disforia di genere si è rivolto ai centri specializzati in tutto il mondo.

Omosessuale-transgenderdonna-transessualemaschio-eterosessuale-cisgender-uomo-lesbica-gay-femmina-bisessuale-intersex: cerchiamo di chiarire il significato di queste parole e di conoscere queste persone spesso discriminate, come se avessero la colpa di essere nate, e considerate diverse da noi.

Sesso. Orientamento sessuale. Genere.

Sulla soglia del 2020 una mamma dice : ”Perché nessuno mi ha preparato a tutto questo, a quella cosa lì?”, senza neanche avere il coraggio di pronunciare nessuna di queste parole stigmatizzanti: transessuale, lesbica, gay, transgender, intersessuale, gender fluid, queer.

Perché da alcuni sono giudicati ancora come un vizio, una deviazione, una depravazione, un comportamento degradante o persino un peccato, una malattia e non sono considerati invece come semplici varianti del comportamento umano?

Cercherò di rispondere affrontando il tema degli orientamenti sessuali e delle identità di genere senza pregiudizi e senza preconcetti oscurantistici, per tentare di cancellare una volta per sempre, attraverso la conoscenza, gli strati sovrapposti nel tempo di omofobia, di bifobia, di transfobia e di rifiuto sociale della diversità nei contesti particolarmente stigmatizzanti ancora esistenti soprattutto alle nostre latitudini, e indicare l’unica strada percorribile in un paese civile attraverso la comprensione, l’accettazione e infine l’inclusione sociale di tutti, nessuno escluso.

Oggi c’è una grande attenzione, ma anche confusione, nei confronti dei temi che riguardano l’identità sessuale, le unioni tra persone dello stesso sesso, il benessere dei bambini cresciuti in famiglie con due papà o con due mamme, ultimo fra tutti l’esempio della giovane premier finlandese Sanna Marin, che ha due mamme, o del primo Sindaco Transgender FtM Gianmarco Negri, per cui cercherò di spiegare il significato dei termini utilizzati per fornire a tutti uno spunto approfondito di riflessione sui temi legati alla scoperta della propria identità.

Ancora troppo spesso, purtroppo, la diversità viene riconosciuta e accettata dopo anni di elaborazione solitaria, di sofferenza, di dolore, di cieca e colpevole emarginazione.

 Che differenza c’è tra orientamento sessuale e identità di genere?

Quali sono le cause dell’essere gay o lesbica o transgender?

Se la vita è un’opportunità per realizzare sé stessi, devono averne il diritto anche le persone lesbiche, le persone gay e le persone transgender?

Cercherò di definire in maniera corretta quelle che sono le diverse componenti dell’identità sessuale di una persona:

  • il sesso biologico
  • l’identità di genere
  • l’espressione di genere
  • gli orientamenti sessuali.

 

Il Sesso (appartenenza a una categoria biologica e genetica) viene assegnato alla nascita sulla base dei caratteri sessuali fisici, anatomici e cromosomici presenti, maschio o femmina, tranne i casi di intersessualità o intersex  (sviluppo atipico dei genitali esterni/organi riproduttivi interni, presente nello 0,05-1,7% della popolazione mondiale). A volte il termine intersessuale viene confuso con Ermafrodito, personaggio mitologico e termine impreciso e stigmatizzante.

Il Genere indica tutte quelle norme e stereotipi sociali e culturali considerate tipiche dell’uno o dell’altro sesso. Giudica l’appropriatezza sociale o meno di determinati comportamenti, cercando di mantenere evidenti le distinzioni tra le due categorie. Si riferisce anche ai ruoli di genere, cioè alla rappresentazione sociale e culturale di ciò che viene considerato “maschile” e “femminile”, è quindi l’espressione esteriore dell’esperienza psicologica, derivante sia dalle aspettative culturali altrui, sia dalla personale identità di genere. Il genere è dunque un carattere acquisito e non innato, motivo per il quale la propria espressione di genere potrebbe non coincidere con quella socialmente accettata per il genere a cui si appartiene (varianza di genere), ad esempio un bambino a cui piace giocare con le bambole, o una bambina che preferisce un taglio dei capelli corto, e ama giocare a pallone.

L’Orientamento sessuale (da chi sono attratto/a?): modello duraturo di attrazione emotiva (sentimentale, affettiva) e/o sessuale (erotica) di una persona verso individui di sesso opposto (eterosessuale), dello stesso sesso (gay o lesbica) o entrambi (bisessuale) per cause biologiche e psicologiche tuttora sconosciute. Le espressioni persona gay e persona lesbica sono attualmente quelle scientificamente più corrette, mentre risulta abbandonato il termine omosessuale che da sempre è stato associato solo al genere maschile.

L’ Orientamento sessuale non è una scelta personale e, anche secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, non può essere modificato né con la volontà, né attraverso terapie psicologiche o mediche, per cui deve essere rispettato in ogni caso.

La ricerca scientifica ha dimostrato che l’orientamento sessuale  si presenta con una vasta gamma di sfumature, di varianti normali della sessualità umana, che vanno dall’attrazione esclusiva verso il sesso opposto all’attrazione esclusiva verso lo stesso sesso (American Psychological Association, 2008), abbandonando il vecchio concetto di binarismo assoluto, bianco o nero, con eterosessuali da una parte, gay e lesbiche dall’altra.

Quindi le categorie più utilizzate nel descrivere gli orientamenti sessuali sono tre: eterosessuale, omosessuale e bisessuale, ma gli orientamenti sessuali comprendono anche la pansessualità, che è un orientamento sessuale che si caratterizza per un’attrazione sessuale e/o romantica nei confronti delle persone a prescindere dal sesso e dall’identità di genere (Cavendish, 2010) e le persone asessuali, che, invece, si caratterizzano per l’assenza di attrazione sessuale e/o l’assenza di interesse o desiderio per il sesso in generale. Alcuni studiosi definiscono l’asessualità come l’assenza di orientamento sessuale, mentre altri come una delle sue varianti. L’asessualità è diversa dall’astinenza sessuale = che riguarda generalmente una scelta di vita (a volte con fatica e sacrificio personale).

Nel 1987 l’American Psychiatric Association ha cancellato l’orientamento omosessuale dal sistema di classificazione dei disturbi mentali, affermando che “l’Omosessualità è una variante naturale normale e positiva della sessualità umana”.

Nel 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito l’Omosessualità una “variante naturale del comportamento umano”.

L’Identità di genere

Per la maggior parte delle persone il sesso biologico e l’identità di genere coincidono. Per altre l’identità di genere è diversa dal sesso biologico; alcune persone, per esempio, si sentono/vivono come una donna, ma sono di sesso biologico maschile; altre, si sentono/vivono come un uomo ma sono di sesso biologico femminile; altre ancora, sentono di non appartenere a nessuno dei due generi, maschile e femminile.

L’Identità di genere si riferisce alla percezione di sé come maschio o femmina, alla sensazione intima e profonda (non visibile all’esterno, per cui gli altri “non mi vedono come io mi sento”), alla convinzione precoce e permanente di essere maschio o femmina (o altro rispetto a queste due polarità) in maniera congruente con il sesso anatomico e biologico attribuito alla nascita (cisgender: il maschio che sente nel suo intimo di essere maschio o la femmina che sente nel suo intimo di essere femmina) o in maniera incongruente con esso (transgender: il maschio che sente nel suo intimo di essere femmina o la femmina che sente nel suo intimo di essere maschio).

Faccio un esempio: un bambino nasce maschio, ma la sua identità di genere (sentirsi un maschio) e il suo ruolo di genere (comportamento da maschio secondo le aspettative socioculturali) potrebbero non coincidere con il sesso biologico attribuito alla nascita, cioè sentirsi femmina o avere un ruolo da femmina, per cui si parla di varianza di genere o di uno sviluppo atipico dell’identità di genere o di gender fluid o di transgender.

L’identità di genere si struttura dai 3-4 fino ai 6-7 anni ed è una delle parti più immodificabili della personalità.

L’identità di genere di una persona (sentirsi maschio o femmina o altro in maniera congruente “cisgender” con il sesso attribuito alla nascita o incongruente “transgenderè indipendente dal suo orientamento sessuale e non ci fornisce alcuna indicazione sul suo orientamento sessuale (attrazione verso il sesso opposto ” persona eterosessuale” o verso lo stesso sesso “persona lesbica o gay” o entrambi ”persona bisessuale”, questo vale anche per le persone transgender che possono avere qualsiasi tipo di orientamento sessuale.

L’Identità sessuale: stereotipi di genere, idee preconcette.

Dai due anni i bambini mostrano una netta preferenza per il gioco con pari dello stesso genere seguendo stereotipi già presenti sui libri di favole.

Dai tre-quattro anni i ruoli e i comportamenti determinati dal genere d’appartenenza tendono a venire ostacolati se giudicati atipici soprattutto dagli adulti.

Tra i quattro-sei anni i bambini colgono con chiarezza le differenze tra maschi e femmine e sia gli insegnanti che i genitori tollerano maggiormente le violazioni delle norme dei giochi di genere da parte delle bambine, piuttosto che dai bambini, per cui risulterà più facile acquistare un’automobilina a una bambina che una bambola a un bambino.

A sette-dieci anni possono già comparire i primi comportamenti di presa in giro o di aggressività nei confronti del diverso e tra gli undici e i dodici anni è massima la separazione tra maschi e femmine, così i ragazzi che non rispettano i ruoli di genere convenzionali vengono isolati e stigmatizzati.

A questo punto diventa fondamentale il ruolo della scuola che dovrà offrire gli strumenti opportuni per sostenere la ricerca di sé per gestire meglio la nascente sessualità, garantendo l’acquisizione di corrette modalità sia per esprimere i propri bisogni che per ascoltare quelli degli altri.